Pasticcere da tre generazioni, sperimentatore, tradizionalista, si definisce capace di “ascoltare il territorio interpretandolo con originalità attraverso prodotti che sono delle vere opere d’arte: un tripudio di profumi, colori, sapori e golosità”. Il suo territorio è il Cilento, per essere più precisi il Massiccio del Monte Cervati. Avete capito di chi parlo? In due parole: Pietro Macellaro.

Se siete assidui frequentatori delle golosità di Ufoody non c'è bisogno che io vi dica altro. In effetti è un nome della pasticceria italiana così altisonante che potrei terminare l'articolo qui. Ma potremmo scoprire qualcosa di nuovo! Che dite?

Gli ho fatto qualche domanda, potreste continuare a leggere e smetterla di pensare ai panettoni. Tanto lo so che state pensando ai suoi panettoni.

Ecco cosa gli ho chiesto.

 

Una tradizione familiare e la grande figura del nonno Pietro. La sua storia familiare come si lega alla pasticceria e all'azienda agricola?

 

«La mia storia familiare – racconta Macellaro- si lega nell'unico fatto di avere una splendida proprietà nel Parco nazionale del Cilento dove abbiamo creato l'Azienda Bio: Uliveto Bio, Mandorleto Bio, Ficheto Bio e frutteto misto Bio.

Abbiamo inoltre un piccolo ed antico casale ristrutturato in modo spartano dove, su prenotazione, facciamo delle splendide degustazioni in un paesaggio assolutamente "agricolo"».

 

Quanto è importante produrre da se la materia prima dei propri dolci?

 

«È importantissimo: per quanto uno sia un eccellente pasticcere, come tanti miei colleghi, non potrà mai uscire dal laboratorio e raccogliere i fichi da candire, le melanzane, le olive, le diverse varietà di frutta.

E l'acqua! Ingredienti importantissimo ed inserito nella mia etichetta per il lievitato. È l acqua della sorgente del Monte Cervati, la vetta più alta della regione Campania e molto lontana dalla terra dei fuochi.

Questa è la differenza».

 

Torte, biscotti, panettoni, Panbrigante, colombe e le praline. Il suo dolce preferito?

 

«Sono tutti preferiti......peccato non abbiate provato la mia linea di monoporzioni e di piccole torte. Il Panbrigante ha una sua storia ed il Panettone con melanzane, pistacchi e cioccolato è quello che mi ha aperto le porte!».

 

Ed è vero! Il Panbrigante è un dolce lievitato simile al panettone, ma viene farcito con olive nere candite e frutta secca. Il nome è stato scelto per rievocare il brigante Giuseppe Tardio. Come ha raccontato tante volte Macellaro, spesso suo nonno gli raccontava che nel periodo del brigantaggio c'era un pane povero che veniva arricchito con frutta secca. Veniva prodotto con farina inacidita arricchita con tutto quello che si possedeva, come i fichi secchi e veniva dolcificato con il miele. Nonno Pietro gli raccontava che quando i briganti venivano perseguitati, portavano con loro questo pane che poteva essere conservato anche per 20 o 25 giorni e veniva chiuso in un canovaccio per mantenerne la morbidezza. I briganti potevano, in questo modo, nascondersi per molto tempo e nutrirsi, sicuri di avere le forze giuste per combattere, perché questo pane era altamente energetico.

Ma torniamo all'intervista:

 

Melanzane, Pistacchi e Cioccolato, come nascono gli abbinamenti insoliti?

 

«E non solo, le mie bavaresi al peperone rosso, ai pomodori, etc...Le mie confetture ai pomodori verdi ed agrumi, alle zucchine, zenzero e menta, ai gelsi neri e sedano....

Nascono per l'amore alla mia terra e con lunghi periodi di ricerca e sviluppo.

Basta fare cose monotone, bisogna crescere, in Italia c'è una pasticceria molto, troppo classica!». Un rischio che Pietro Macellaro non corre, perché con la sua pasticceria c'è poco da annoiarsi.

Se vi è venuta voglia di sperimentare basta cliccare su Ufoody... come al solito!